giovedì 28 maggio 2009

Tazza del consolo

Ora avrei bisogno della tazza del consolo... in qualsiasi modo la si voglia intendere... conforto, annebbiamento, ristoro...

consolo m (pl: consoli)

  1. (obsoleto) consolazione, conforto;
  2. (antico) cibo preparato per la ristorazione del pellegrino o viandante;
  3. (regionale) cibo mandato per tradizione ai familiari del defunto per alcuni giorni dopo il decesso;
  4. (letterario) bevanda offerta al condannato a morte per annebbiarne la coscienza prima del supplizio:
Poche smancerie, lacrime private e difficili, continua sensazione di mancanza di equilibrio. Dopo due mesi difficili (per lui) e tormentati, martedì scorso è morto mio padre.
E adesso? Con chi litigo io? Un'amica, nel farmi le condoglianze, mi ha scritto questo: "Non so che rapporto avessi con tuo padre. Col mio non è mai stato ottimo, ma quando è stato male io ero a pezzi. C'è qualcosa di loro in noi che rende comunque lancinante qualsiasi tipo di separazione".
Mio Dio, sì.
Proprio così.
Così che ti asciughi: non mangi, non dormi, non parli.
Avrei potuto. Avrei dovuto. Avremmo... non avremo.

mercoledì 29 aprile 2009

Torta salata (un po' troppo...) con aglio ursino

TORTA ALL'AGLIO URSINO

Avevo una pasta sfoglia pronta da usare. Avevo dell'aglio ursino (che crudo per me sa davvero troppo di aglio). Avevo delle patate (pessime, una volta cotte sembravano fatte di gelatina... mah!). Avevo dei funghi champignones. Ho fatto una torta salatissima*, molto buona e coreografica q.b.

INGREDIENTI:
>> un rotolo di pasta sfoglia
>> cinque patate medie a tocchetti
>> un cucchiaio di prezzemolo tritato
>> una ventina di funghi champignones a dadini
>> un mazzetto di aglio ursino (se non avete idea di che aspetto abbia cliccate qui)
>> due cucchiai di parmigiano vegan (il mio in questo periodo è fatto di mandorle frullate e sale fino)
>> salsa di soia
>> sale alle erbe q.b. (o anche meno!)
>> due cucchiaini di olio
>> qualche cucchiaio di acqua

PROCEDIMENTO: tritare in un mixer l'aglio ursino (aggiungere un cucchiaio di acqua se occorre), aggiungere il parmigiano vegan; cuocere in padella le patate con sale alle erbe, un cucchiaino di olio e un poco di acqua; trifolare i funghi con il prezzemolo, l'olio e il sale alle erbe.
Accendere il forno a 220°C.
Omogeneizzare patate cotte e funghi, aggiungere il pesto di aglio ursino** e mescolare. Foderare una teglia con la pasta sfoglia (con carta da forno), versare la verdura sulla sfoglia e rimboccare la sfoglia rimasta nei bordi; spennellare la pasta del bordo con una emulsione di acqua (1/3) e salsa di soia (2/3). Infornare, alzare al temperatura al massimo per cinque minuti (lo shock termico rende la sfoglia migliore) e poi cuocere per altri 15/20 minuti a 200°C.

* magari bastava evitare di salare la verdura ad ogni passaggio...
** una volta cotto l'aglio ursino non ha più sapore di aglio... se lo avessi saputo, forse avrei condito un cous cous o lo spezzato di farro con il pesto, che, benché assai agliato, era molto buono!

NB: l'aglio era corredato di un paio di fiorellini bianchi bellissimi, che ho messo in un vasetto insieme ad altri fiori caduti nella guerra con Due.

giovedì 23 aprile 2009

Riso integrale germogliato, furikake e zampa di gatto numero due****

Ho scoperto un modo potenzialmente utile per morire (quando sarà ora, mica ho fretta) in perfetta salute. Posso aggiungere il riso integrale germogliato alla mia già saluberrima alimentazione.
Lo si può preparare in casa o comprarlo già germogliato. Poi si cuoce. Poi si mangia.
Il riso germogliato, alimento da poco riscoperto anche in Giappone (era caduto un po' in disuso) è molto interessante dal punto di vista nutrizionale, poiché proprio la germinazione neutralizza l'acido fitico* e migliora la bio-disponibilità dei suoi nutrienti.

COME PREPARARE IL RISO INTEGRALE** GERMOGLIATO - HATSUGA GENMAI: bisogna armarsi di santa pazienza, mettere in ammollo il riso dopo averlo lavato tante volte fino a quando l'acqua sarà limpida e priva di impurità e...
1- metterlo in un recipiente e coprirlo di acqua (priva di calcare, meglio); lasciarlo ammollare per dodici ore
2- scolare il riso e sciacquarlo bene
3- lasciarlo nel colino e coprilo con un canovaccio pulito (deve stare al buio), lasciare un recipiente sotto al colino perché un poco di acqua tenderà a precipitare (!)
4- sciacquare ogni 12 ore per un totale di 24 o 48 ore (dipende da quanto fa caldo), lasciandolo poi sempre coperto, nel colino a germogliare (piccolissime radici appaiono e il lavoro e finito)

COME I PIGRI, I FRETTOLOSI O I CURIOSI (vediamo se mi piace, poi magari lo faccio io...) SI CIMENTANO CON IL RISO GERMOGLIATO: lo comprarano su internet o in qualche negozio dove vendano cibo macrobiotico o giapponese. NB: costa parecchio... (ma io ho dovuto provare prima di capire che mi piaceva).

RISO GERMOGLIATO e FURIKAKE DI SESAMO NERO, TE' VERDE E SALE

RICETTA: ho cotto una parte di riso in una parte e mezzo di acqua, senza sale, in pentola di coccio con coperchio per 35 minuti a fuoco bassissimo. Non è rimasta acqua. Ho impiattato e cosparso di furikake***.
Mi è piaciuto tantissimo.


* L'acido fitico è tradizionalmente considerato un fattore antinutrizionale, cioè una sostanza in grado di limitare l'assorbimento o l'utilizzo dei nutrienti. Nel caso specifico, legandosi ad essi a formare sali insolubili (fitati e fitina), l'acido fitico ostacola l'assorbimento di alcuni minerali (calcio, ferro, magnesio e zinco). (...) I fitati vengono inattivati dal calore e dalla fermentazione. Anche l'ammollo prolungato, classico metodo per migliorare la digeribilità dei legumi, contribuisce a ridurre fortemente le concentrazioni di acido fitico nell'alimento. Per quanto riguarda il pane, la lievitazione lenta con la pasta acida è in grado di abbattere il contenuto di questi fattori antinutrizionali, mentre lievito di birra e lieviti industriali non sono altrettanto efficaci, perché promuovono una lievitazione eccessivamente rapida. Anche una buona cottura del pane contribuisce ad eliminare l'acido fitico presente nell'alimento.
(Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/acido-fitico.html)
**
Perché integrale?! Perché al riso bianco hanno tolto la parte che germoglierebbe...
***
In commercio esistono moltissimi tipi di furikake pronti. Si tratta di un condimento per il riso cotto. Gli ingredienti potenzialmente utilizzati sono millanta (vegetali o animali)... ma si può pure fare in casa. Bastano ingredienti secchi di vostro gradimento da mescolare e sparpagliare.

PS:
la zampa di gatto è la comparsata di DUE, la gattina trovatella che oggi, mentre fotografavo il riso, mi zampettava intorno cercando di curiosare nel piatto. **** Pubblico (a gentile richiesta di Lo, la gallina con le piume instabili) la foto di Due, detta la termolabile, perché è freddolosa come tutti gli abitanti di questo rifugio.

venerdì 17 aprile 2009

La cuoca amorosa e i noodles ricchi di conservanti, coloranti artificiali e saporite sfumature organolettiche

Se avrete la fortuna di trovarlo in qualche biblioteca o mercatino (come è capitato a me), leggete il romanzo La cuoca amorosa di Annamaria Tesi (Longanesi, 1968). Potreste anche aver voglia di una coccola e allora cercatevelo in audiolibro, per esempio qui.
Confessate: quante volte vi è capitato di compilare mentalmente un elenco delle cose o delle azioni che vi procurano piacere (inteso leopardianamente come assenza di tedio o comunque inteso come coccola dell'anima o del corpo)? Io ne faccio e disfo a quintalate... tanto che se fossero compilate su carta avrei la foresta Amazzonica sulla coscienza.

(Coccola salva tempo) Quando ho molta fretta e pochissimo tempo ricorro a cibo strano come le creme spalmabili, la cicoria surgelata e i fagioli in scatola. In questo periodo ne abuso. Non ho mai tempo. Il poco che ho di solito mi avanza nei buchi esistenziali sbagliati... tipo insonnia perniciosa dalle due alle cinque ogni notte; avrei anche la tentazione di spignattare qualcosa per il giorno dopo, ma l'educazione vuole che si faccia il massimo possibile per non condividere le proprie frustrazioni con chi ha la bontà di dormire. Quindi, di giorno, quando sarebbe ora di prodursi in qualche sorta di pietanza, io sono uno zombie e pesco nel torbido del cibo S.O.S.

Per esempio i noodles cinesi...

CONTENUTO CONFEZIONE:
... noodles di grano secchi (per una persona, se non li avete mai visti cliccate qui, per farvi un'idea)
... una bustina di condimento (ehm... tralascio il dettaglio, dichiaro solo: salsa di soia, sesamo, zenzero, olio vegetale...)
... una bustina di verdura disidratata (alga wakame, carota, cipolla, aglio)

INGREDIENTI AGGIUNTI:
... cavolo cinese a pezzetti
... alcune foglie di spinacio spezzettate
... qualche centimetro di porro a rondelle sottilissime

PREPARAZIONE: mettere a bollire due o tre tazze di acqua. Quando bolle aggiungere le verdure fresche e quelle disidratate e cuocere per due minuti. Aggiungere i noodles e far cuocere per tre minuti, mescolando con una forchetta per smatassarli. In una ciotola versare il contenuto della bustina condimento sulla quale verserete la pasta una volta scolata. Mescolare benebenebene. Et voilà!

domenica 29 marzo 2009

Emerenc, la pasta e il cavolfiore (casualmente insieme, benché separati)

Io sono un tipo riservato. Molto. Raramente mi lascio andare a confidenze liberatorie o anche solo a minime aperture. Alcuni giorni fa, in un improvviso accesso di cemeratismo, ho sussurrato a un sodale: "Più un libro mi piace e più lentamente lo leggo (per farlo durare a lungo)". E' qualcosa che definirei vagamente patologico. Un attaccamento. Magari è una metafora del rapporto che più lungamente riesco a intrattenere!
Da qualche mese tengo sotto al cuscino La porta di Magda Szabo. Emerenc è la luce e l'ombra che governa ogni pagina, ogni gesto e ogni parola. Lo tengo sotto il cuscino e ogni tanto faccio marcia indietro di qualche pagina per rileggere alcune frasi. Sono determinata a farmelo durare a lungo.

Mi capita di fare così anche con il cibo. Se una pietanza è buona innesto la masticazione bradipo, passeggio le posate nel piatto per osservare, sentire e gustare meglio.
Mi capita di fare così con la pasta condita con il parmigiano fake (solo mandorle e sale finemente frullati nel mixer). Non disdegno di fare altrettanto con il cavolfiore arrostito.

CAVOLFIORE ARROSTITO
(PENNE VERDI CON PARMIGIANO FAKE SULLO SFONDO)

INGREDIENTI PER IL CAVOLFIORE ARROSTO:
un cavolfiore (ridotto in cimette)
il succo di un grosso limone
due cucchiai di olio extravergine d'oliva aromatizzato all'aglio (o uno spicchio d'aglio tritato)
sale (q.b.)
pepe di Szechuan (non è un vero pepe... è meno piccante e il suo retrogusto mi pare fresco, tipo limone o addirittura menta: da provare!)
PREPARAZIONE: riscaldare il forno a 220°; marinare brevemente le cime di cavolfiore nel succo di limone, olio aromatizzato, sale e pepe. Infornare e cuocere per 15/20 minuti (meno se il cavolfiore è molto tenero).




NB: le penne sono semplice pasta di semola agli spinaci, con il delizioso fake parmigiano. Come faccio a trovare deliziosi i fake? Boh, ho spirito di avventura... nonostante la strada nuova appaia sempre più impervia, magari oscura o di ripiego, mi racconto la favola e - incredibile - ci credo pure!

venerdì 13 marzo 2009

Sedano rapa in guisa di patate...

Il sedano rapa è una verdura globosa, bitorzoluta e di aspetto grottesco. Il ciuffo verde, se ne è corredata, ha davvero sapore di sedano; la radice, secondo le mie papille gustative, no. Lo compro spesso e cerco ogni volta di inventarmi un modo non troppo consueto di cucinarlo. Mi piacciono le sfide... anche se non sempre le vinco!
L'ho provato crudo: lo trovo senza lode e senza infamia, discreto se marinato con aceti aromatizzati e aspri. Molto spesso lo metto in minestre e zuppe (ha una bella consistenza). Qualche mese fa (la foto risale allo scorso autunno) ho provato a trattarlo come fosse una patata.

SEDANO RAPA

INGREDIENTI:
un sedano rapa a bastoncini
olio extravergine d'oliva aromatizzato all'aglio (q.b.)
sale affumicato
PREPARAZIONE: saltare il sedano rapa in padella con un cucchiaio di olio caldo, fino a cottura completata. Salare a piacere.

RISULTATO: buono, morbido e delicato.

venerdì 27 febbraio 2009

Connessioni instabili e la solita minestra

A fine Novembre 2008 la mia linea adsl si è evoluta.
La moglie di un mio collega lavora per la compagnia telefonica che mi fornisce la connessione. Ovviamente, ogni volta che in ufficio abbiamo problemi in questo campo tartassiamo lui per arrivare a lei. Io tartassavo perché volevo andare più veloce.
Tanto ho fatto, tanto ho detto che ho ottenuto un upgrade a velocità (nominale) pari a 7 mega.
Non lo avessi mai fatto... per un mese e mezzo il mio PC si è regolarmente piantato dopo due minuti di connessione... Secondo l'azienda delle meraviglie* e le sussiegose operatrici di call center io ero connessa... non c'erano problemi. Davvero. Doveva per forza essere un problema del PC.
In dicembre mi sono concessa due affidamenti del PC al tecnico. Una settimana ogni volta. Non ha nulla: davvero (esito prima passata); ha un problema gravissimo (seconda passata)... se devi salvare qualche dato ti consiglio di comprare un hard disk esterno (per salvare i dati ci ho messo tre settimane, perché il PC si piantava ogni due per tre).
Intanto passava natale e io mi sono regalata un piccolo portatile nella speranza che il PC non fosse poi davvero grave.
Risultato: avevano ragione le operatrici di call center e la moglie del mio collega. In parte.
Sì, perché alla fine si è scoperto che il mio vecchio modem era rincitrullito dall'alta velocità! Ora possiedo un hard disk esterno, un router, un PC sempre connesso (potenzialmente, ma io lo spengo) e un portatile con quale, grazie al modem-router posso leggere la posta elettronica anche in bagno.

Ringrazio tutti quelli che fra la fine del duemilaotto e l'inizio del duemilanove hanno continuato a passeggiare in questo blog nonostante da qui altro non potesse venire che silenzio e vecchie storie.
Aggiungo un paio di notizie: mia madre si è ripresa bene da una operazione alla schiena per la quale eravamo tutti molto preoccupati e la mia gatta è morta.

CREMOSA PALLIDA
(sostiene il finocchio...)


Ingredienti:
una manciata di fagiolini (tagliati in pezzetti diagonali)
due scalogni affettati
un finocchio affettato
una patata a pezzi
un gambo di broccolo a pezzetti
sale alle erbe
un cucchiaino di olio extravergine d'oliva
acqua di cottura della pasta integrale** (tenuta appositamente, oggi a mezzogiorno, ci avevo cotto orecchhiette e broccoli)
un paio di pomodorini sott'olio
crostini di pane integrale
Procedimento: far soffriggere le verdure per cinque minuti, salare, aggiungere l'acqua e lasciar sobbollire per cinque o sette minuti. Frullare fino a ridurre in crema (ho tenuto da parte solo qualche pezzetto di fagiolino). Impiattare, aggiungere un paio di pomodorini, i faglioni tenuti a parte e i crostini.
Per questa minestra mi sono liberamente ispirata alla cremosa bianca di un nota industria che congela i salti in padella.

*fornitore della connessione nomata Alice

**Perché tengo l'acqua di cottura della pasta integrale? Per utilizzarla per le minestre, minestroni o zuppe di miso. E' ricca di fibre, di sali minerali e anche di amido.

domenica 30 novembre 2008

Croccantini Prêt-à-porter

Meno male che qualcuno organizza raccolte. Ho sempre troppa fretta o troppo poco tempo (recentemente) per imbastire un discorso degno di essere scritto, quindi finisce che mi lascio trasportare dalle doti organizzative di qualche food-blogger più attivo. Oggi è la volta di Eleonora, persona sempre piena di parole gentili e suggerimenti. Questa volta si tratta di trovare ricette per una raccolta buffet: qualcosa di comodo, tipo finger food o comunque maneggevole da sbriciolare allegramente durante una colazione all'impiedi o per una cena fra amici di quelle in cui ognuno porta qualcosa (e ti ritrovi con tre torte al cioccolato, magari, ma vuoi mettere le risate?!)...

Invece di andare a pescare fra le ricette già inserite (mi verrebbero comunque in mente un paio di torte salate, magari dimensionate all'uopo oppure qualcosa di freddo o tiepido, da servire in bicchieri... magari commestibili pure loro... si potrebbero creare con una pasta brisée?!) ho pensato bene di postare una delle mie migliori ricette di recupero...
Tutte le volte che faccio una torta salata abbondo con l'impasto... così mi avanza sempre un etto o due di impasto per dare spazio alla creatività! L'ultima volta che ho fatto l'erbazzone (pochi post fa) ho steso la pasta avanzata con un mattarello, ne ho ricavato strisce irregolari e le ho condite con quello che ho trovato in frigorifero: sugo alla pizzaiola (pomodoro, origano, olio aromatizzato al basilico e sale) e battuto di olive e carciofi (olive nere denocciolate e tritate e carciofi sott'olio tritati finemente).
Per la pasta:
cento grammi di pasta per torte salate (Come era fatto? ...300 grammi di semola di grano duro
...quattro cucchiai di olio extravergine di oliva ...acqua due decilitri ... sale se occorre)
Preparazione: stendere l'impasto con un mattarello (o nonna papera), tagliare a strisce irregolari, condire.
Cottura: in forno a 200°C per dieci minuti circa.
NB: è difficile resistere e lasciarli intiepidire... sono troppo buoni!

domenica 23 novembre 2008

Spiedini autunnali


AGGIORNAMENTO
(25/11/2008): C'è UNA RACCOLTA IN CORSO!... solo per come è stata battezzata vale la partecipazione... Ecchecavolo!!!
Se avete cavoli a merenda... a cena... o (perché no) a colazione: partecipate inviando il link della vostra cavolata ad Antonella.

Qualche volta mi sbaglio e nella foga compulsiva dell'acquisto (o per non cadere in quella che un mio amico chiama sindrome della dispensa vuota) finisco per comprare prodotti simili... troppo simili: in questo periodo ho la dispensa piena di brassicacee. Possiedo nell'ordine:
  1. cavolfiore bianco
  2. cavolo verza
  3. cavolo rosso liscio
  4. cavolini Bruxelles
  5. cavolo rapa
  6. broccoli (solo i gambi, le cime le ho già mangiate...)
  7. cavolo cinese
... e continuo imperterrita a domandarmi, a pranzo e a cena, cosa mangio??!
Oltre al fatto che a me piacciono molto, ci sono millanta motivi per mangiare verdure di questa famiglia: sono gli angeli custodi del nostro benessere! Il loro consumo regolare (poco cotte e poco pasticciate, però!) riduce il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e tumorali per via dell'apprezzabile contenuto di composti fenolici... avete presente quando li cuocete e il loro odore intenso avvolge ogni cosa? Bene quell'odore è dato in prevalenza dallo zolfo (e anche dall'azoto)... sopportate stoicamente, perché questo va a tutto vantaggio della prevenzione dei tumori al seno, polmoni e stomaco. E il sulforafano, lo conoscete?! Bene, costui è responsabile del sapore piccante che si avverte mangiando le brassicacee crude (sparisce in cottura, ma non esaurisce i suoi potenti effetti antiossidanti indiretti): funziona da personal trainer del nostri sistemi antiossidanti naturali e li stimola a lavorare meglio. Mi fermo qui, ma potrei continuare... se vi interessano degli approfondimenti leggete qui (clicchi?!).

Oggi sono andata all'attacco dei cavolini.
Mentre ero lì che pensavo e ripensavo a come cucinarli (poco) ho visto un paio di champignones con la valigia in mano: avevano fatto su spore e pudenda e se ne andavano, mugugnando come l'Incompreso, "stiamo appassendo... potassio, ferro e fosforo ci abbandonano... le proteine si ammollano... il chitosano si secca!". Di solito non sopporto i piagnoni, ma mi è sovvenuto che potevano tornarmi utili! Ho afferrato uno scalogno e mi sono messa all'opera.

SPIEDINI AUTUNNALI

Ingredienti per tre spiedini:
>> tre spiedini di bamboo
>> nove cavolini Bruxelles tagliati a metà
>> uno scalogno a fette grosse
>> tre funghi champignones a fette grosse
>> due cucchiai da tavola di aceto balsamico
>> due cucchiai da tavola di olio extravergine d'oliva
>> nove pistacchi
>> poco sale alle erbe
Procedimento: accendere il forno a 180°C. Mettere a marinare cavolini, funghi e scalogno conditi con aceto, olio e sale aromatizzato (bastano cinque minuti). Tritare grossolanamente i pistacchi (ora li ridurrei quasi in polvere, perché così si attaccherebbero meglio alla verdura). Infilzare le verdure con gli spedini, mettere in una teglia, cospargere di pistacchi e cuocere per quindici minuti, girando di tanto in tanto in modo da far cuocere uniformemente. L'aceto tende a caramellare (buono!) e i cavolini rimarranno croccanti, mentre scalogno e funghi conferiscono un'interessante morbidezza.

PS: Ma quanto sole e quanto freddo c'erano oggi?!

mercoledì 19 novembre 2008

Chips di pastinaca


Non mangio patatine (quelle del sacchetto, industriali, unte e salatissime) da tre mesi.
Mi sento come una alcolizzata che incide tacche sul muro.
Non esiste una anonima patatosi. Se esistesse avrei la tessera numero 1, parteciperei alle riunioni del lunedì e proclamerei con orgoglio la mia sobrietà da patatine. Invece... ho fatto il richiamo (come per l'antitetanica) a suon di patatine di pastinaca!

INGREDIENTI:
due grosse pastinache affettate a mano (non uniformi)
un cucchiaio di olio extravergine d'oliva
salamoia bolognese secca (rosmarino, aglio, sale), poco origano e pepe bianco

>> Accendere il forno a 200°C (il mio è ventilato)
>> condire le fettine di pastinaca con olio, sale e aromi
>> infornare per dieci/quindici minuti

Non ho nemmeno dovuto girarle! Se tagliate sottilmente diventano più secche (quindi più patatose).
Ho completato il pasto con un riso integrale al cavolo nero (fatto come si fa quello di spinaci). Che ho dimenticato di fotografare...